#eurobullconsiglia - consigli di lettura da redattori e lettori di Eurobull: Davide Emanuele Iannace

, di Davide Emanuele Iannace

#eurobullconsiglia - consigli di lettura da redattori e lettori di Eurobull: Davide Emanuele Iannace

Abbiamo chiesto a lettori e redattori di Eurobull i loro suggerimenti di lettura per questi giorni in cui avremo molto tempo per leggere. Mandateci i vostri suggerimenti!

  • “Le città invisibili”, di Italo Calvino. Dirvi di cosa parla vorrebbe dire rovinare tutto il gusto di quello che è un po’ un diario di viaggio, un po’ una storia, un po’ una favola. Calvino, nella realtà, andrebbe letto tutto, ma si potrebbe tranquillamente iniziare proprio con “Le città invisibili”. Perché? Perché è una bellissima sfida all’immaginazione e alla costruzione di città che forse esistono, forse son esistite, forse non esisteranno mai. La bellezza dell’opera di Calvino sta nel rappresentare mondi diversi con l’abilità con cui un pittore potrebbe disegnare un paesaggio. Non credo ci sia molto altro da dire sul perché andrebbe letto. Chiusi nelle proprie case, forse più che mai è necessario sognare qualcosa al di fuori delle quattro mura, con l’augurio di poterlo costruire una volta usciti.
  • “Discorso dell’ombra e dello stemma”, di Giorgio Manganelli. Difficile dire in questo caso cosa vi si propone di leggere. È narrativa? È storia della letteratura? Cinismo? Ironia? Pura semplice trattazione filosofica manganelliana? Impossibile da definire, eppure proprio per questo incredibilmente soddisfacente da leggere, interpretare e affrontare. Una sfida per la mente, nel segno della scrittura di un Manganelli mai più vivo come in questa sua opera quasi omnia. Un libro che si consiglia perché non è solo piacevole da leggere, ma perché ogni capitolo, ognuno scritto diversamente dall’altro anche nei caratteri (almeno nella sua ultima edizione Adelphi), rappresenta un pezzo di letteratura, vita e narrazione il cui insieme dà vita ad un puzzle. Andrebbe letto prima tutto insieme, poi al contrario, poi a capitoli spaiati. In ogni caso se ne catturerebbe giusto un poco dell’essenza. Una piacevole diversione per la mente, per uscire dal labirinto della propria abitazione e infilarsi in quello della propria mente.
  • “Il Suicidio”, di Emile Durkheim. Può sembrare scontato che un sociologo suggerisca di leggere “Il Suicidio”, un’opera che se non è la base della sociologia contemporanea, vi si avvicina terribilmente. Il libro è piccolo, si legge velocemente, sia in lingua originale sia nella traduzione italiana, ed è, nonostante il tempo passato dalla sua pubblicazione e dai dati a cui fa riferimento, ancora un interessante esempio di come sia possibile squadrare un evento, perfino individuale come l’atto del suicidio, e costruirlo e ricostruirlo all’interno del tessuto sociale. Un ottimo modo, se non il migliore, per approcciarsi alla sociologia e ai suoi misteri. Ancora più rilevante, leggerlo è una precisa fonte d’ispirazione per nuovi ragionamenti sugli atti del mondo contemporaneo, su come interpretarli, su come trovarne nuove interpretazioni.

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